MAGAZZINI FORMA&MEMORIA
Recupero e ristruttuazione dell’ex Tipografia “Calzone”
Roma
1981

Questa costruzione in mattoni e ferro che si trova alle pendici del Gianicolo, vicino alla riva del Tevere nei pressi dell’ospedale S. Spirito, è la nuova sede di Forma & Memoria. Faceva parte di un isolato la cui testata è stata abbattura per la crezione del traforo di Porta Cavalleggeri negli anni trenta. E’ un edificio lungo venti metri e largo poco più di cinque, e sullo stretto vicolo S. Onofrio si eleva per tredici metri. Questa facciata in mattone color ocra, è scandita da lesene che si staccano da uno zoccolo continuo che uniforma il livello stradale, richiudendosi in alto, poco sotto il corincione, con una serie di archi ribassati. Il prospetto è ulteriormente caratterizzato dalle piastre in ferro delle catene di rinforzo dei solai. All’interno delle campate, su di un piano arretrato, le modanature e le piattabande delle finestre segnano una tessitura orizzontale. 
Le finestre molto grandi, tipiche degli edifici industriali dell’inizio del secolo, si ripetono con simmetria da entrambi i lati e variano da piano a piano. Il fronte sul Lungotevere, finito ad intonaco, si compone di grandi vetrate che inglobano l’armatura metallica della copertura a shed. I solai sono tessuti alternativamente in senso longitudinale e trasversale con voltine in mattoni, appoggiate su doppie travi incatenate agli estremi e denunciate, come si è detto, in facciata. 
Nel recente intervento di restauro la costruzione non ha subito modiche tipologiche o strutturali, infatti il progetto di riuso ha voluto sottolineare il carattere originario dell’edificio, unico nel suo genere a Roma, ponendo in risalto gli elementi costruttivi ed esaltando il contrasto tra le bianche pareti in muratura e il grigio degli elementi in ferro. I pavimenti delle grandi sale sono stei rivestiti in listelli di legno d’acero, tessuti longitudinalmente. Gli altri ambienti e le scale principali sono pavimentati in astre di marmo di Carrara. L’edificio si snoda su quattro piani le cui diverse caratteristiche spaziali hanno guidato l’utilizzazione degli spazi. Il piano seminterrato è caratterizzato da superfici murarie compatte, prive di finestre, e da ambienti collegati tra lolo da massicce e gravi aperture ad arco, che richiamano atmosfere archeologiche. In questo piano troviamo le attrezzature necessarie a ospitare mostre o conferenze, nonchè spazi per la lettura e il ristoro. Il piano terra è caratterizzato da una lunga sala sovrastata dalle doppie travi in ferro che sorreggono il solaio e da finestre ad arco intervallate da pesanti murature. Salendo al piano superiore le finestre, qui rettangolari, si ingrandiscono e la struttura diventa più snella, fino a raggiungere l’ultimo piano dove la finestratura occupa la totalità della superficie disponibile e, legandosi alla copertura a shed, crea un ambiente estremamente luminoso, aperto, da cui si può osservare un bel panorama di Roma. 
 

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MAGAZZINI FORMA&MEMORIA
Recupero e ristruttuazione dell’ex Tipografia “Calzone”
Roma
1981

Questa costruzione in mattoni e ferro che si trova alle pendici del Gianicolo, vicino alla riva del Tevere nei pressi dell’ospedale S. Spirito, è la nuova sede di Forma & Memoria. Faceva parte di un isolato la cui testata è stata abbattura per la crezione del traforo di Porta Cavalleggeri negli anni trenta. E’ un edificio lungo venti metri e largo poco più di cinque, e sullo stretto vicolo S. Onofrio si eleva per tredici metri. Questa facciata in mattone color ocra, è scandita da lesene che si staccano da uno zoccolo continuo che uniforma il livello stradale, richiudendosi in alto, poco sotto il corincione, con una serie di archi ribassati. Il prospetto è ulteriormente caratterizzato dalle piastre in ferro delle catene di rinforzo dei solai. All’interno delle campate, su di un piano arretrato, le modanature e le piattabande delle finestre segnano una tessitura orizzontale. 
Le finestre molto grandi, tipiche degli edifici industriali dell’inizio del secolo, si ripetono con simmetria da entrambi i lati e variano da piano a piano. Il fronte sul Lungotevere, finito ad intonaco, si compone di grandi vetrate che inglobano l’armatura metallica della copertura a shed. I solai sono tessuti alternativamente in senso longitudinale e trasversale con voltine in mattoni, appoggiate su doppie travi incatenate agli estremi e denunciate, come si è detto, in facciata. 
Nel recente intervento di restauro la costruzione non ha subito modiche tipologiche o strutturali, infatti il progetto di riuso ha voluto sottolineare il carattere originario dell’edificio, unico nel suo genere a Roma, ponendo in risalto gli elementi costruttivi ed esaltando il contrasto tra le bianche pareti in muratura e il grigio degli elementi in ferro. I pavimenti delle grandi sale sono stei rivestiti in listelli di legno d’acero, tessuti longitudinalmente. Gli altri ambienti e le scale principali sono pavimentati in astre di marmo di Carrara. L’edificio si snoda su quattro piani le cui diverse caratteristiche spaziali hanno guidato l’utilizzazione degli spazi. Il piano seminterrato è caratterizzato da superfici murarie compatte, prive di finestre, e da ambienti collegati tra lolo da massicce e gravi aperture ad arco, che richiamano atmosfere archeologiche. In questo piano troviamo le attrezzature necessarie a ospitare mostre o conferenze, nonchè spazi per la lettura e il ristoro. Il piano terra è caratterizzato da una lunga sala sovrastata dalle doppie travi in ferro che sorreggono il solaio e da finestre ad arco intervallate da pesanti murature. Salendo al piano superiore le finestre, qui rettangolari, si ingrandiscono e la struttura diventa più snella, fino a raggiungere l’ultimo piano dove la finestratura occupa la totalità della superficie disponibile e, legandosi alla copertura a shed, crea un ambiente estremamente luminoso, aperto, da cui si può osservare un bel panorama di Roma.